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Uttanasana

UTTANASANA E PADAHASTASANA

Uttanasana e Padahastasana sono praticamente la stessa cosa ed hanno gli stessi effetti sul corpo.
il termine Uttanasana significa “posizione distesa”, mentre Padahastasana è composto dalle parole Pada e Hasta che significano piede e mano. Il termine Asana indica che è una posizione statica, quindi Padahastasana è la “posizione in cui i pieni e le mani sono uniti”.

La posizione di partenza è Tadasana, i piedi sono uniti e paralleli tra loro, le gambe sono tese, la schiena è retta, il torace aperto.

Con una inspirazione solleviamo le braccia oltre il capo in modo che siano tese e parallele tra loro. In questa posizione eseguiamo una trazione verso l’alto di tutto il corpo, le gambe devono essere tese e la muscolatura anteriore delle cosce leggermente contratta.
Esalando pieghiamo il busto verso il basso facendo attenzione che il piegamento inizi dalle anche e che la colonna vertebrale mantenga la sua estensione. Mentre scendiamo in avanti è necessario spingere in dentro l’addome; un controllo di questa parte verrà mantenuto per tutta la durata del Asana.
Pieghiamo il busto fino a che le mani toccano il pavimento vicino ai piedi e la fronte è appoggiata alle ginocchia, o addirittura sotto le ginocchia. Se risulta difficoltoso scendere fino a terra con le mani, possiamo afferrare le caviglie o le gambe in qualunque punto e ad un’altezza che ci è comoda, oppure possiamo utilizzare un elemento di sostegno, che ci avvicini il pavimento, al quale ci possiamo appoggiare. L’importante è mantenere le gambe tese e la schiena allungata per tutta la durata della posizione.

Uttanasana Padahastasana, se sono mantenuti statici, sono una versione in piedi di Pashimottanasana. Padahastasana può essere anche dinamico. In questo caso si abbina la respirazione ai movimenti: esalando si scende in Padahastasana, inspirando si sale nella posizione di partenza. Essa può essere eseguita a qualsiasi ora del giorno. Per le donne incinta è considerata preparatoria al parto.

In questa posizione l’energia fluisce lungo la schiena dal coccige alla testa, alle braccia e alle mani e lungo le gambe dal coccige ai piedi. La stimolazione dei nervi spinali stimola e attiva i sei Chakra principali. Sono attivati anche i sei Chakra minori delle braccia e delle gambe.
Alcune varianti vedono le mani poste sotto i piedi con i palmi rivolti verso l’alto. Oppure le mani sono appoggiate a terra dietro i piedi, oppure le dita delle mani afferrano gli alluci (Padangushthasana), oppure le braccia sono in conserta e le spalle completamente rilassate (Uttanasana)

Padahastasana e Uttanasana vanno mantenuti per un tempo minimo di 20 secondi in cui possiamo praticare una respirazione lenta e profonda. Ad ogni inspirazione cercheremo di distendere la colonna vertebrale e ad ogni esalazione di rilassare il corpo cercando di allungarne tutti i muscoli posteriori.
A questi Asana possiamo abbinare Ujjayi Pranayama.

Benefici:
Rende flessibile la colonna vertebrale allungando tutti i muscoli della parte posteriore del corpo, dai talloni alla nuca. Vengono stimolati tutti i nervi spinali rinvigorendo l’intero sistema nervoso. Accelera il metabolismo del corpo e rallenta i battiti cardiaci. Stimola le funzioni dello stomaco, della milza dei reni e del fegato. Anche il plesso solare trae beneficio da questa posizione che ne scioglie le tensioni. Aumenta l’afflusso di sangue alla testa. Ha un’azione benefica sugli organi sessuali. Aumenta la concentrazione e stimola Apana Vayu aumentando l’eliminazione dei materiali di scarto del corpo. Elimina la depressione e calma la mente.

Controindicazioni:
Uttanasana
Padahastasana sono sconsigliati per chi soffre di pressione alta, per chi ha un ernia inguinale, per chi soffre di ulcera gastrica, per chi soffre di seri disturbi alla schiena, specialmente nella zona lombare.

Durante la gravidanza:
Si parte dalla posizione in piedi di Tadasana con le gambe divaricate in proporzione al volume del ventre. Con l’inspirazione si sollevano le braccia tese oltre il capo mantenendole parallele. Si può rimanere in questa posizione per un paio di respiri, poi si inizia a scendere avendo cura di iniziare il movimento dalle anche, in modo che la colonna vertebrale rimanga distesa.

Se c’è poca scioltezza conviene assumere una posizione intermedia in cui la schiena è parallela al pavimento. Per aiutarsi ci si può appoggiare ad un tavolo o al davanzale di una finestra.
Se il corpo lo permette, si può scendere fino ad appoggiare le mani a terra e rilassare la schiena cercando di distendere dolcemente la regione sacrale.
Si rimane in Padahastasana per un massimo di 30 / 60 secondi poi, inspirando, si ritorna nella posizione di Tadasana srotolando la schiena verso l’alto. In Tadasana ci si rilassa con respiri lenti e profondi.

I Chakra maggiormente stimolati sono il Muladhara e lo Swadhisthana Chakra.

Durante l’Asana possiamo mantenere la concentrazione sul Swadhisthana Chakra.

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Programma:
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dalle 10.30 alle 11.30  Pranayama (Kapalabhati, Bhastrika e Bandha Traya)
dalle 11.30 alle 12.00  Pausa tè
dalle 12.00 alle 13.00  Kriya
dalle 13.00 alle 13.30  Relax con musica dal vivo
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L’intensivo sarà tenuto da Kailash (Claudio)
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