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GLI STRUMENTI MUSICALI DELL’INDIA

Tra i primi strumenti musicali ad apparire nel nord India sono i liuti e i flauti ricavati dalla canna di bambù. Tra i liuti compare la Rudra Vina che è composta da due grosse zucche essiccate, unite da un manico sul quale sono tese quattro corde. Le corde poggiano su un ponte di osso leggermente curvo in modo che esse producano un suono molto aperto. Le note vengono prodotte premendo le corde su ponti fissati al manico. Questo strumento è usato ancora oggi, anche se purtroppo ci sono sempre meno studenti che imparano a suonarlo a causa delle difficoltà che comporta. La musica eseguita dalla Rudra Vina è quella Drupad in quanto le corde, di notevole spessore, conferiscono allo strumento un suono basso. Anche la posizione che il musicista assume per suonare lo strumento non è comoda e non permette velocità particlari.

Nel nord vi è un’altra Vina chiamata Vichitra Vina; essa, come la Rudra Vina, è composta da due grandi zucche essiccate unite orizzontalmente da un manico sul quale sono tese delle corde che vengono suonate facendo scorrere su di esse un ovoide di cristallo, dando l’effetto slide. L’ovoide rappresenta la Kundalini che si muove su e giù lungo il manico dello strumento che simboleggia la colonna vertebrale (Sushumna Nadi). La Vina si suona mantenendola nella posizione orizzontale. Anche con questo strumento si eseguono musiche legate ala forma Drupad.

Sicuramente lo strumento più famoso dell’India è il Sitar. Esso deriva dal liuto persiano che durante la dominazione islamica si diffuse in India. Gli indiani ne modificarono la struttura aggiungendo dei ponti curvi che permettevano loro di di eseguire dei bending fino a raggiungere la quinta nota e delle corde di risonanza che suonano per simpatia. Il ponte sul quale poggiano le corde è leggermente curvo in modo che esse, quando pizzicate, friggano su di esso dando quel suono tipico che abbiamo imparato a conoscere grazie ai Beatles e Roling Stones, che furono i primi ad introdurlo nella musica occidentale. L’interprete più conosciuto è senz’altro Ravi Shankar, ma altri come Vilayat KhanAllauddin KhanNikhil Bannerji, hanno fatto la storia del Sitar. Oggi abbiamo musicisti come la figlia di Ravi ShankarAnoushka ShankarBudhaditya MukherjiImrat Khan,Shahid Parvez, ed altri ancora, che sono dei veri virtuosi di questo strumento.

Un altro strumento che è molto conosciuto in occidente è il Sarod, strumento reso famoso da Ali Akbar Khan, nel famoso concerto per ilBangladesh. Un manico in acciaio cromato sul quale l’unghia scivola e premendo la corda produce un suono slide. Il ponte poggia su una pelle tirata simile al banjo americano.

Sempre nel nord India abbiamo il Sarangi che è uno strumento a corde che si suona con un archetto. La particolarità è che per produrre le note, si deve appoggiare l’unghia contro la corda. Il suono assomiglia un poco a quello del violino. E’ uno strumento che si presta a qualunque forma musicale.

Altri due strumenti che si suonano con l’archetto son l’Esraji e Dilruba. Anche qui il ponte appoggia su una pelle tirata. Il suono ricorda una viola.

Nel sud India abbiamo la Sarasvati Vina, che è costruita tutta il legno con quattro corde che poggiano su un ponte metallico leggermente curvo. Questa Vina accompagna i canti della musica Karnatika.

Essendo la musica indiana modale, gli indiani hanno inventato la Tambura che è uno strumento simile al Sitar, ma senza ponti e con quattro o cinque corde che vengono suonate in continuazione in modo da creare un “tappeto” sul quale si articola la melodia.

Esistono strumenti a fiato come il Bansuri che è un flauto traverso costruito con una canna di bambù. Ha dei fori privi di meccanica che vengono chiusi appoggiando su di essi la falangina. Esistono Bansuri di varie dimensioni.

Un altro strumento a fiato, usato principalmente nelle cerimonie religiose all’interno dei templi, è lo Shanai. Esso è simile all’oboe ed ha un suono squillante. Anche lo Shanai ha varie dimensioni.

Nel campo delle percussioni il più famoso è il Tabla composto da due elementi, uno magro che ha un suono secco e squillante, l’altro rotondo ed ha un suono basso e pieno. Solitamente accompagna il Sitar o la voce.

Sempre al nord c’è il Pakawaji che è un tamburo orizzontale che si suona con due mani

Nel sud c’è il Mridagam simile al Pakawaji.

Esistono molti altri strumenti minori, più legati alle tradizioni popolari, che si potranno trattare in un altro momento.

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