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GANESHA il Dio Elefante

Narra la leggenda che un giorno la dea Parvati, moglio del dio Shiva, stufa di passare intere giornate da sola perché il divino consorteera sempre in giro per l’universo, decise di creare un figlio che le tenesse compagnia e facesse la guardia allontanando gli sconosciuti mentre Lei faceva il bagno.
Un giorno Shiva, di ritorno dai suoi giri, decise di rientrare i casa il figlio della dea non gli diede il permesso. Shiva si infuriò per l’affronto ricevuto e col suo tridente gli staccò la testa dal busto.
Parvati, saputo dlla morte del figlio, si disperò ed accuso Shiva dell’omicidio. Allora Lui promise di porre rimedio: avrebbe staccato la testa al primo essere vivente che passava di lì e l’avrebbe messa sul collo del figlio.
Il caso volle che da lì passò un elefante e Shiva prontamente staccò la testa all’animale e la mise sul collo del figlio di Parvati ridandogli la vita. Diventò così Ganesha.

Questa è una delle varie leggende sulla nascita di Ganesha, ma è comunque una leggenda che nasconde una verità. In India è cosa comune mascherare dietro leggende o aneddoti delle verità. Nel caso di Ganesha è la rappresentazione fantasiosa di un’energia presente in ognuno di noi, pronta a manifestarsi nel momento del bisogno. E’ un aspetto dell’Assoluto che si manifesta come forza positiva per aiutare gli esseri umani a superare i loro ostacoli.

Il nome di Ganesha nasce dall’unione della parola Gana con il termine Ishwara, ossia Signore dei Gana. Il termine Gana ha il significato  di “schiere” o “categorie”.
“Tutto ciò che si può contare o classificare forma una categoria, o Gana….. Il termine categoria indica qualunque collezione di cose” (Bhagavad Gita). Il principio di ogni classificazione che permette di stabilire una relazione tra diversi ordini di cose, tra il macrocosmo e il microcosmo, si chiama Signore delle Categorie (Ganapati).

La testa di elefante simboleggia la memoria cosmica; simboleggia anche la forza dell’elefante nel rimuovere gli ostacoli.

Le Sue grandi orecchie simboleggiano la capacità di distinguere la veritàdalla menzogna.

Sulla fronte ha disegnato un tridente, o Trishula. Esso rappresenta l’Asse dell’universo, simboleggia anche il fallo eretto simbolo di fecondità. Le tre punte rappresentano i tre aspetti della manifestazione: Creazione, Preservazione, Dissolvimento e quindi le divinità ad essi abbinate: Brahma, Vishnu, Shiva. A volte rappresenta le tre Nadi: Ida, Pingala, Sushumna. Altre volte i tre Guna: Raja, Satva, Tamas.

Le divinitò indù hanno sempre almeno quattro braccia e ogni mano tiene un oggetto che è un simbolo per indicare un’azioe che la divinità può compiere. Ganesha ha quattro braccia e nella mao destra tiene un accettà (Ankusha) con la quale taglia i legami dell’ignoranza a colui che gli è devoto; nella mano sinistra tiene i legami dell’ignoranza simboleggiati da un cappio chiamato Pashu. Ha anche un fiore di loto (Padma)che simboleggia la Purezza l’auto-creazione, l’aspetto evolutivo del mondo e degli esseri che lo popolano. L’altra mano sinistra sorregge un piatto con i dolci Ladu o Mudak che simboleggiano la conoscenza da cui deriva la liberazione. Rappresenta anche la gioia che deriva dalla pratica.

Nella proboscide tiene un recipiente colmo di miele, o Madhukumbha. Esso contiene il nettare della conoscenza. La proboscide è girata verso destra o verso sinistra, ciò indica che gli ostacoli possono essere superati attraverso la via della mano destra o sinistra, vie conosciute nel Tantra come Dakshina MargaVama Marga. Sono presenti croci uncinate, Swastika, che hanno lo stesso significato.

Ganesha ha un ventre grande chiamato Lambodara. E’ detto che contenga tutto l’universo.

Ai piedi di Ganesha c’è sempre un topolino, o Mushaka. Esso simboleggia l’astuzia e la fertilità.

Ganesha è considerato la personificazione del suono primordiale OM,dal quale nasce la creazione. La Sua proboscide curva è la rappresentazione della Om nella lingua Tamil.

OM è la sintesi di tre lettere: A U M più un quarto suono che non è udibile ma è il riverbero che la mente percepisce subito dopo la sua pronuncia. I tre suoni simboleggiano i tre stati di coscienza:

A: simboleggia lo stato di veglia. E’ associato anche alla funzione creativa Brahma
U: simboleggia lo stato di sogno. E’ associato alla funzione preservativa Vishnu
M: simboleggia lo stato di sonno profondo. E’ associato alla funzione di dissolvimento Shiva
Il quarto stato è detto Turya o stato trascendente.
Ganesha ha una zanna spezzata. Successe quando il Rishi Viasa volle scrivere la storia Mahabharata. Chiamò Ganesha come testimone dell’evento però nessuno aveva uno stilo per scrivere. Allora Ganesha si spezzo la zanna e la usò come punta per scrivere. Ciò rappresenta il sacrificio della vanità per la conoscenza.

Ai piedi di Ganesha sono presenti degli Swastika che rappresentano la buona fortuna. Sono simboli solari. Essi rappresentano l’espansione del punto nelle quattro direzioni, o punti cardinali, formando una croce che simboleggia sia l’espansione che il riassorbimento. Il senso di rotazione intorno all’universo è rappresentato daglli uncini

Dall’unione dei due Swastika deriva lo Yantra di Ganesha.

In sostanza Ganesha è quell’energia presente in ognuno di noi che se stimolata con appropriati Mantra o con visualizzazioni, si risvegli e ci aiuta a superare qualunque ostacolo con la Sua forza che, grazie alla presenta del topo che è astuto, diventa prolifica.

Ganesha ha molti nomi: Ganapati, Vighneshwara, Sayesha, Vakratunda, Ekadanta, Yogesha, Mahesha, Vinayaka, Gajanana, Gajadhipa, ecc.

Ecco alcuni Mantra di Ganesha:
OM GAM GANAPATAYE NAMAHA

OM GAM GAHAM GAOM GANAPATAYE NAMAHA

OM NAMO VRATAPATAYE
NAMO GANAPATAYE NAMAHA
PRAMAPATAYE NAMASTE
HAST LAMBO DHARAYA EKADHANTAYA
VIJNE VINASINE SHIVA SUTTAYA
SRI VARADAMURTAYE NAMO NAMAHA

VAKRATUNDA MAHAKAYA SURYAKOTI SAMAPRABHA
NIRVIGHANAM KURU ME DEVA SARA KARYESHU SARVADA

Quest’ultimo Mantra, la cui traduzione è “a Colui che possiede una grande forma, con la proboscide attorciliata, che ha lo splendore di un milione di soli, chiedo che il mio lavoro sia libero dagli ostacoli per sempre“, va recitato tre volte tutte le mattine prima di iniziare la giornata. Ciò ha il potere di renderla fluida , priva di ostacoli. Se lo facciamo prima della nostra pratica, avrà il potere di eliminare gli ostacoli che compaiono sul nostro cammino spirituale

Hari Om Tat Sat.

2 Commenti

  1. ARTEMISIA scrive:

    Questa creatura meravigliosa piena di luce ,vestita di giallo, mi è apparsa nella mia meditazione.

    Non mi sono mai interessata a lui e non ne sapevo il suo significato, quando ho letto cosa rappresenta, il fatto che sia solo una casualità mi sembra troppo riduttivo.

  2. leila scrive:

    grazie

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