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BHASTRIKA PRANAYAMA

Il termine Bhastrika significa “mantice”. Fa parte dei molti Pranayama che esistono nello Yoga, e tra essi, è uno fra i più importanti. E’ una respirazione che si esegue solo con la parte toracica del busto. L’addome rimane fermo e controllato con una discreta contrazione degli addominali mentre le costole si espandono e si contraggono con forza. I muscoli addominali si contraggono ad ogni esalazione. Il respiro è veloce, circa due battute al secondo, ed è sempre eseguito con il naso.
Inizialmente è bene partire con un ritmo più lento, circa una battuta al secondo o anche meno, per poi, col tempo, accellerarlo. Siccome Bhastrika è sostanzialmente una respirazione iper-ventilante, ha delle ripercussioni su tutto il corpo, quindi è bene partire con delle precauzioni. Agli inizi non è importante la velocità quanto la correttezza di esecuzione. Se non si ha la giusta pazienza per imparare, si incorre in pericoli che vanno dall’aritmia cardiaca all’enfisema polmonare. Quindi piano piano impariamo la respirazione Bhastrika.
Prima di iniziare dobbiamo pulire bene le narici in modo che non vi siano ostruzioni. Nella posizione di Vajrasana (è la più indicata in quanto la schiena rimane dritta senza difficoltà) appoggiamo le mani ai lati della cassa toracica. In questo modo possiamo controllare se c’è la giusta espansione del torace. Ora tenendo la cintura addominale controllata con una discreta contrazione dei muscoli addominali, inspiriamo profondamente dal naso e subito esaliamo con forza espellendo tutta l’aria dal naso. Riprendiamo subito aria nei polmoni inspirando profondamente, esaliamo ancora con forza. Se stiamo eseguendo bene Bhastrika, dovremmo sentire le costole che si allontanano tra loro dilatando la cassa toracica e quando esaliamo la gabbia toracica si chiude con forza e tutta la cintura addominale si contrae. Non badiamo al ritmo per adesso, dobbiamo impratichirci della tecnica. Anche se all’inizio siamo lenti l’importante è imparare bene i movimenti in modo che i muscoli intercostali si elasticizzino e permettano respirazioni sempre più ampie. Per l’elasticizzazione dei muscoli intercostali l’ideale è il Vibhaga Pranayama.
Può capitare che all’inizio le esalazioni non siano così energiche e veloci, quindi possono sopraggiungere giramenti di testa. Sarà sufficiente fermarsi per un pò ed aspettare che passi. Poi possiamo riprendere. L’iperventilazione è un incidente di percorso, una volta imparata la tecnica non capiterà più.
Una volta acquisita la tecnica, si può pensare di accelerare i respiri fino a portarli a due battute al secondo. E’ importante ricordare che dopo circa un minuto di Bhastrika (60 battute agli inizi, 120 quando si avrà imparato) è bene trattenere il respiro, per riequilibrare il CO2, con il Bandha Traya. Durante il Kumbhaka (ritenzione a polmoni pieni) si deve portare l’attenzione nel Muladhara Chakra.

Benefici:
Il sangue si riempie di ossigeno e vengono espulse grandi quantità di CO2. Il pH nel sangue si modifica temporaneamente. Questa forte perdita di anidride carbonica permette alle cellule di liberarsi a loro volta del CO2 in eccesso. Per riequilibrare il CO2 che viene espulso, si deve eseguire la ritenzione dell’aria a polmoni pieni eseguendo Bandha Traya. Le cellule si caricano di ossigeno e questo “perdere e acquisire” velocemente accresce l’attività cellulare. L’accelerazione dell’attività degli alveoli polmonari, l’accelerazione dello scambio tra ossigeno e CO2 stimolati dal Bhastrika, producono una rivitalizzazione di tutto l’organismo. Bhastrika (e così pure Kapalabhati, respirazione che vedremo in seguito) ha un effetto molto profondo sul sistema neurovegetativo: l’iperossigenazione del sangue combinata all’abbassamento del CO2 calma il centro della respirazione e questo fatto si ripercuote su tutto il sistema neurovegetativo. L’accelerazione di scambio tra ossigeno e CO2 fa aumentare il calore corporeo (vedi articolo sul Pranayama).

Per approfondire l’argomento, consiglio il libro di Andre Van Lysebeth “Pranayama, la dinamica del respiro” edito da Astrolabio.

Un Commento

  1. Fabius scrive:

    Io la conosco in un altro modo, ovvero con l’addome: spalle, collo e TORACE restano per quanto possibile immobili, mentre l’addome va in dentro e in fuori.

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Programma:
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dalle 12.00 alle 13.00  Kriya
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