Categorie articoli

Cisti ovarica

Una persona ci chiede se lo Yoga può aiutare in caso di cisti ovarica. Certo, lo Yoga può aiutare molto in questi casi, soprattutto se abbinato alla terapia di un medico.
Vediamo, in grandi linee, come si forma una cisti: durante il ciclo mestruale in una donna si formano mensilmente delle strutture chiamate follicoli che sono composte da un ovocita primario che è avvolto da uno strato di cellule follicolari a loro volta avvolte da una membrana. La ghiandola pituitaria (o ipofisi) produce un ormone chiamato LH (ormone luteinizzante) che stimola il follicolo ad espellere l’ovocita. La cisti si forma quando la produzione di LH non è sufficiente, per cui l’ovocita non viene espulso ma continua a crescere. La maggior parte delle volte la cisti si riassorbe da sola nel giro di due o tre mesi e la persona neanche se ne accorge, altre volte persiste e si ingrossa. Allora può dare fastidio. Una accurata visita medica dirà se è una cisti o no.
Lo Yoga dice che in questi casi è bene iniziare una dieta depurativa ed evitare di mangiare latticini, carne e alimenti grassi. Ribes nero, mirtillo rosso e lamponi, sono alimenti consigliati per aiutarsi a stare meglio. Bisognerebbe bere molto ed evitare stress inutili.
Possiamo agire anche attraverso un massaggio ai lati dei polsi dove radio e ulna si uniscono al carpo della mano.

Le cause, come per la stragrande maggiorana delle malattie, sono sempre di natura psico-somatica. L’apparato geniale è collegato al secondo Chakra, lo Swadhishthana Chakra. Esso agisce su Apana Vayu (uno dei cinque Vayu che hanno funzioni importanti per il corpo) che regola la funzione di eliminazione nel corpo. Apana Vayu si occupa dell’emissione dello sperma e delle secrezioni femminili, dell’emissione dell’urina e dell’espulsione del feto dall’utero. Quindi agisce anche durante le mestruazioni e si occupa di eliminare l’ovocita agendo sulla pituitaria. Swadhishthana Chakra è legato anche all’apparato uro-genitale. Se abbiamo uno squilibrio energetico in questo Chakra avremo di conseguenza problemi all’intera zona a lui legata.
Swadhishthana controlla anche tutte le fasi dell’inconscio poiché esso è tutto racchiuso in questo Chakra.

Esistono respirazioni che aiutano a superare il problema: Anuloma Viloma Pranayama (conosciuto anche come Nadi Shodhana Pranayama), per esempio, è un ottimo esercizio. In una posizione comoda, ma con la schiena dritta, si deve eseguire una respirazione a narici alternate. Si inizia con l’inspirazione attraverso le due le narici poi, chiudendo la narice destra con il pollice, si esala dalla narice sinistra, si  inspira dalla narice sinistra. Ora si chiude la narice sinistra con l’indice e si esala dalla narice destra, si inspira dalla narice destra e, chiudendola con il pollice, si esala dalla narice sinistra. Si deve continuare a respirare in questo modo, alternando le narici, per almeno 5/10 minuti.
Un altro Pranayama utile è Surya Bheda Pranayama. Seduti in una posizione comoda, ma con la schiena retta, si deve inspirare sempre dalla narice destra ed esalare sempre dalla narice sinistra, chiudendo le narici con il pollice e con l’indice.

Esiste un Mudra che ci aiuta nell’eseguire Pranayama a narici alternate: Nasarga Mudra.
A queste respirazioni possiamo abbinare l’Ujjay Pranayama. Se non diventa troppo complicato sarebbe buona cosa usare anche un ritmo di respirazione pari a 1:2 cioè l’inspirazione deve durare metà tempo dell’esalazione: se inspiro per 4 secondi, dovrò esalare per 8 secondi. Se inspiro per 6 secondi esalerò per 12 secondi, ecc.
Ci sono altri Pranayama che aiutano nella soluzione del problema, ma occorre un po’ di esperienza per la pratica per cui le respirazioni che seguono sono consigliate a chi già pratica il Pranayama: Bhastrika Pranayama, o respirazione a mantice. E’ una respirazione molto veloce eseguita con la parte toracica del busto; Kapalabhati Pranayama, anch’essa molto veloce eseguita però con il diaframma; Bhramari Pranayama, seduti in una posizione comoda ma con la schiena retta, si inspira lentamente e profondamente. Quando si esala si deve produrre un suono simile al ronzio di un’ape.

Lo Yoga consiglia anche delle Asana (posizioni) da eseguire:

Marjari Asana: dalla posizione a carponi inspirando inselliamo la schiena ed esalando inarchiamo la schiena premendo il mento contro lo sterno.

Ustrasana, dalla posizione di Vajrasana (seduti sui talloni) inspirando ci portiamo in ginocchio ed esalando ci inarchiamo indietro fino ad afferrare le caviglie con le mani. Manteniamo l’asana per almeno 10 secondi focalizzando l’attenzione nel secondo Chakra che è situato nella zona sacrale, poi torniamo seduti sui talloni.

Bhujangasana: sdraiati sul ventre, portiamo le mani sotto le spalle ed inspirando solleviamo il busto mantenendo una contrazione forte dei glutei. Cerchiamo di mantenere il bacino appoggiato a terra. Manteniamo l’Asana per almeno un minuto focalizzando l’attenzione sempre nel secondo Chakra.

Dhanurasana: dalla posizione sdraiata pieghiamo le gambe ed afferriamo le caviglie. Inspirando spingiamo con le gambe in modo da sollevare il busto ed inarcare la schiena. Manteniamo l’Asana per almeno 10 secondi focalizzando l’attenzione sempre nel secondo Chakra, poi torniamo sdraiati.

Siccome la ghiandola pituitaria ha una funzione importante, faremo un Asana che la stimola: Ashwasanchalana. Dalla posizione a carponi, inspirando portiamo la gamba sinistra in avanti in modo che il piede si venga a trovare in mezzo alle mani che rimangono appoggiate a terra. La gamba destra rimane distesa dietro col ginocchio appoggiato a terra. Sollevare il capo e spingere tra le scapole in modo da aprire il torace. Il bacino è spinto verso il basso. Portiamo l’attenzione tra le sopracciglia. Manteniamo l’Asana almeno per un minuto, poi alterniamo con l’altra gamba.

Pashimottanasana: dalla posizione seduta con le gambe distese in avanti, inspirando distendiamo la colonna vertebrale verso l’alto, poi esalando scendiamo con il busto in avanti cercando di mantenere lo stiramento della schiena. Avviciniamo la fronte alle ginocchia e con le mani afferriamo i piedi. Se non arriviamo ai piedi, sarà sufficiente afferrare le caviglie o gli stinchi. Manteniamo l’Asana per almeno un minuto focalizzando la mente nel secondo Chakra, poi ci solleviamo.

Halasana: dalla posizione sdraiata, inspirando solleviamo le gambe in squadra e poi esalando le portiamo a terra oltre il capo. Manteniamo la posizione per almeno 30 secondi poi, inspirando torniamo con la schiena appoggiata a terra e le gambe in squadra, esalando appoggiamo le gambe a terra.

Matsyasana: dalla posizione sdraiata, inarchiamo il busto appoggiandoci sui gomiti. La testa è rilassata indietro. Quando siamo pronti appoggiamo la nuca a terra rimanendo appoggiati solo sul bacino e sulla nuca. Mantenere l’arco dorsale. Le mani le appoggiamo sulle cosce. Rimaniamo nella posizione per almeno 30 secondi, poi torniamo appoggiati sui gomiti, solleviamo il capo a guardarci l’ombelico, poi torniamo sdraiati a terra.

Queste otto Asana è bene eseguirle di seguito per avere un effetto maggiore.
Naturalmente questi consigli non vogliono sostituirsi a quelli di un medico, ma possono coadiuvare una terapia da lui scelta.

Hari Om

4 Commenti

  1. clara scrive:

    sono rimasta piacevolmente colpita della sua risposta,volevo chiedere se tt questo e’ frutto di pura ricerca personale oppure esiste qualche testo che puo’ consigliare ?

    • Kailash scrive:

      Buongiorno Clara, mi scuso se ho tardato a rispondere alla Sua domanda. Ciò che ho scritto è frutto sia di esperienza che di letture. L’esperienza mi insegna che la malattia è generalmente innescata da una situazione emotiva pesante e prolungata o da stress che ci affliggono da troppo tempo. Tutto ciò va a sbilanciare le energie che muovono nei Chakra e solitamente la parte più debole del corpo ne subisce le conseguenze. Siccome, come dicevo nell’articolo, i Chakra interessati sono l’Ajna Chakra (legato alla pituitaria) e lo Swadhishthana Chakra (che interessa tutta la zona uro-genitale), non è difficile capire che si deve agire su questi due Chakra per ottenere dei benefici. Si devono riportare in equilibrio le energie utilizzando le Asana che stimolano questi due Chakra e il Pranayama. Esistono tecniche anche più complesse che però sono sconsigliate ai neofiti perché occorre la supervisione di un maestro. Le letture che ho fatto sono di carattere più medico. Ogni volta che il corpo si ammala, è un segnale che ci manda per avvisarci che abbiamo “tirato troppo la corda”, è ora di fermarsi, di riposare o di cambiare vita. Esistono libri che parlano in generale delle malattie del corpo legate agli stati mentali, ma non in particolare delle cisti. Per esempio un libro interessante è “Malattia e destino”. Ti scrivo il sito dove puoi trovare un paio di libri interessanti oltre a questo: http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__malattia_destino.php
      Spero di aver risposto in modo esaustivo, Buona giornata. Kailash

  2. clara scrive:

    GRAZIE PER LA RISPOSTA,,MI PERMETTO DI CHIEDERLE DUE COSE: 1°) CHE ESERCIZI CONSIGLIEREBBE PER L’ENURESI IN UNA RAGAZZA DI 18 ANNI;
    2°)UN TESTO DI HATA YOGA CHE MI AIUTI A METTERE IN RELAZIONE IL DISTURBO E GLI ESERCIZI,NON SO SE SONO STATA CHIARA….ALTRIMENTI SARO’ COSTRETTA AD APPROFITTARE DELLA SUA DISPONIBILITA’…..CORDIALMENTE .CLARA

    • Kailash scrive:

      Si la domanda è chiara. Allora, il problema ha due aspetti: uno fisico ed è legato all’incapacità di trattenere la pipì, quindi a uno scarso controllo degli sfinteri; l’altro emotivo legato a stress, ansie o bisogno di attenzioni. Può succedere che un adolescente abbia questo problema se i genitori si stanno separando (e allora ha solo bisogno di essere rassicurato), oppure se c’è una nuova nascita in famiglia (e allora ha solo bisogno di molte attenzioni), o ancora se è sottoposto a stress di tipo scolastico (e allora ha bisogno di calmare la mente).
      Se il problema è fisico allenare i muscoli del pavimento pelvico è la cosa più immediata da fare: contrazione e rilassamento di tutto il pavimento pelvico più volte, per più volte al giorno. Si può allenare la muscolatura degli sfinteri usando le contrazioni nella posizione di Vajrasana (in ginocchio seduti sui talloni), o in Malasana (accucciati sui talloni).
      Esistono anche farmaci in grado di aiutare, ma se si riesce a fare da soli è meglio.
      Se il problema è psicologico la cosa migliore è la meditazione che va a calmare gli stati emotivi della persona. La meditazione legata allo Yoga non è la meditazione intesa dagli occidentali, ossia, riflessioni su un problema. E’ l’esatto opposto: azzittire la mente il più a lungo possibile. Questo permette di entrare in profondità in noi stessi e rimuovere problematiche anche molto vecchie che magari si manifestano oggi. Oddio la meditazione è molto di più, però per fermarci a questo problema basti sapere che può essere di grande aiuto.
      Probabilmente in ottobre il Maestro di meditazione che seguo farà un altro corso, a Vicenza, che ha la durata di 4 incontri di circa 2 ore l’uno. Il corso è gratis e quando sarà il momento lo pubblicheremo su Yogaweb.
      Libri di Yoga che aiutino nello specifico non ne conosco, però ci sono tre libri di Hatha Yoga che trovo molto belli e che sono un classico: “Imparo lo Yoga”, “Perfeziono lo Yoga” e “I miei esercizi di Yoga” scritti da Denise & Andrè Van Lysebeth, editi da Mursia.
      Spero di esserle stato di qualche aiuto. Buona giornata, Claudio

Lascia un commento

N.B.: Qualunque informazione fornita su questo sito NON COSTITUISCONO un consulto medico. Il contenuto del sito è PURAMENTE A CARATTERE INFORMATIVO. Le informazioni contenute in questo sito sono rivolte a persone maggiorenni e in buono stato generale di salute. L'UTENTE utilizzerà pertanto questo sito sotto la Sua unica ed esclusiva responsabilità. In nessun caso lo staff che collabora al sito, potrà essere ritenuto responsabile di eventuali danni sia diretti che indiretti, o da problemi causati dall'utilizzo delle summenzionate informazioni. Per qualsiasi decisione riguardante il vostro stato di salute rivolgetevi al vostro medico di medicina generale o specialista adeguato alla problematica in atto.

Intensivo di Yoga domenica 13 marzo 2016

50-Aprile2012Yogaweb organizza un intensivo di yoga nel giorno 13 marzo 2016 al Centro Yoga Verona, via Cerpelloni 22, Quinzano (VR).

L’intensivo sarà tenuto da Kailash, insegnante di yoga

Il programma di domenica sarà:
ci troviamo al Centro Yoga un po’ prima delle 9

dalle 9,00 alle 10,30       Yoga Asana
dalle 10,30 alle 11,00      Teoria: cos è il Pranayama, perché praticare Pranayama?
dalle 11,00 alle 11,45       Pranayama (Vibhaga Pranayama con sequenze Hathenas, Nadi Shodhana)
dalle 11,45 alle 12,15       Kriya

Pausa pranzo. Il cibo sarà vegetariano e offerto da Yogaweb

dalle 14,00 alle 15,00      Yoga Cikitsa (manipolazioni sullo scheletro)
dalle 15,00 alle 16,30      Yoga Asana
dalle 16,30 alle 17,15       Pranayama (Nadi Shodhana, Nadi Shuddhi)
dalle 17,15 alle 18,00      Teoria: cosè il Mantra, perché praticare il Mantra?
dalle 18,00 alle 18,30     Mantra
dalle 18,30 alle 19,00     Meditazione accompagnata dal suono del sitar o dell’esraji (Nada yoga)

Costo della giornata 50 Euro.

Alle 21 concerto di chitarra e sitar con Massimo Montresor alla chitarra e Kailash al sitar, esraji

E’ richiesta la prenotazione. Per informazioni cell.: 349 6581902